LE QUATTRO CANDELE



Le quattro candele bruciando si consumavano lentamente.

Il luogo era talmente silenzioso, che si poteva ascoltare la loro conversazione.

La prima diceva: " Io sono la Pace, ma gli uomini non riescono a mantenermi: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi!"
Così fu, e a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.

La seconda disse: "Io sono la Fede. Purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere di me, e per questo motivo non ha senso che io resti accesa".
Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.

Triste triste, la terza candela, a sua volta disse: "Io sono l'Amore. Non ho la forza per continuare a rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza. Essi odiano perfino coloro che più li amano, i loro familiari".
E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.

Inaspettatamente...
Un bambino in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente. Impaurito per la semi oscurità disse: "Ma cosa fate ? Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio!". E così dicendo scoppiò in lacrime.

Allora la quarta candela impietositasi disse: "Non temere, non piangere: finchè io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele: Io sono la Speranza"

Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.

Che non si spenga mai la speranza dentro il nostro cuore... e che

ciascuno di noi possa essere lo strumento come quel bimbo, capace in

ogni momento di riaccendere con la sua Speranza, la Fede, la Pacee

l'Amore!!!







Si è tenuta, giorno 17/03/2009, davanti al GUP l’udienza preliminare del processo instaurato nei confronti del dottor M. V. e dell’infermiera M. C., entrambi in servizio presso il Presidio Ospedaliero, per un presunto caso di mala sanità nel quale è deceduto il signor Tripepi Antonino. Residente a Locate – Ponte San Pietro in provincia di Bergamo, sii trovava a Villa San Giovanni (Reggio Calabria),suo paese natale, dove di tanto in tanto trascorreva dei brevi periodi di vacanza , fatale combinazione che ha causato la sua morte. Nel corso dell’udienza si sono ripercorsi i drammatici avvenimenti verificatisi tra il 18 ed il 19 febbraio 2006, giorni in cui il Tripepi, ricoverato presso il nosocomio calabrese, si è aggravato progressivamente senza alcun tempestivo intervento dei sanitari ed è poi deceduto presso il reparto di Rianimazione del Policlinico Universitario di Messina, dove è stato trasferito in un ultimo e disperato tentativo di salvarlo.
Il Pubblico ministero, al termine della propria requisitoria, ha richiesto al Giudice una ulteriore perizia per verificare ed approfondire altri profili medico legali ritenuti necessari per chiarire una vicenda così delicata.
Il difensore delle parti civili costituite in giudizio, ha invece rilevato come potessero ritenersi sussistenti elementi probatori idonei per disporre un immediato rinvio a giudizio dei due imputati. Il difensore ha infatti evidenziato la responsabilità di entrambi nella gestione del malato e, soprattutto, nella sottovalutazione di quei sintomi che dimostravano un peggioramento delle condizioni di salute del Tripepi e che avrebbero dovuto imporre ai sanitari un intervento terapeutico immediato.
I difensori degli imputati, hanno tutti chiesto una sentenza di non luogo a procedere per i propri assistiti, non essendo provata la responsabilità degli stessi, ed hanno comunque aderito, in via subordinata, alla richiesta di una ulteriore perizia medica formulata dal Pubblico Ministero.
Il Giudice, ritenendo fondata la prospettazione fornita dalla difesa delle parti civili, non solo ha ritenuto validi e sufficienti gli elementi probatori raccolti nell’indagini preliminari, ma ha anche evidenziato la fondatezza della notizia di reato, rilevando profili di responsabilità per i due imputati, che per tale ragione sono stati rinviati a giudizio e dovranno rispondere di omicidio colposo davanti al Tribunale





Guai chi gliela toccava!!
Il suo ultimo compleanno, il suo 64° con Nuccia, Gianni, Claudia e Antonello!!

P.s.: Da notare il taglio dei capelli...durante la sua ultima estate , in uno dei suoi colpi di testa, si era rasato a zero......appena l'ho visto , non sapevo se ridere o piangere!! Che matto che era!! Nuccia.
Sono sicura, sta accanto a noi figli e a mia mamma e ci aiuterà in questa dura battaglia alla ricerca disperata di giustizia!! Lottare per lui mi fa credere che è ancora vivo!!

A mio papà !!

Antonino Tripepi, morto a 64 anni perchè chi lo aveva in cura non lo ha curato!!
Per loro era bronchite, è morto per scock cardiogrno dopo più di 24 ore di dolore atroce al torace e dopo aver chiesto scusa ad un'infermiera che credeva che fingesse!!